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PUBBLICAZIONI

   | Sulla MEDITAZIONE E TRASCENDENZA
LA CURA DELL'ANIMA
( Proget Type Studio - Padova - 2016 )
 
  • Vanna Cerrato, psicologa e psicoterapeuta.
  • Franco Marcomini, medico e psicoterapeuta.

..." La condizione animale del vivente è caratterizzata dal vincolo ecologico della legge di natura.
Flora, fauna (così abbiamo voluto distinguere i viventi dalla materia che abbiamo considerato inanimata, ma anche su questo ci sarebbe da riflettere e discutere) sono animati da una appartenenza globale alla quale contribuiscono in un costante e vitale evolversi, senza piena coscienza.
Tra i viventi vi è lo specifico umano, che fa della coscienza e della libertà i propri tratti distintivi, esponendolo alla potenzialità del delirio di onnipotenza ed alla necessità di riconoscere l' appartenenza attraverso la percezione dell'altro.
Rimanendo in un processo costantemente evolutivo abbiamo, inesorabilmente e con fatica, abbandonato le certezze delle categorizzazioni che fissano le persone in una diagnosi, implicano una terapia che ripari i disfunzionamenti materiali ed immateriali, espongono al rischio di un trattamento che sembra non aver fine, consegnando le persone alla cronicità.

... Non per questo evitiamo di riconoscere i disagi e le sofferenze delle persone e non ci piacciono meccanismi di negazione o di fuga in una normalità e in una guarigione che non solo non esistono, ma rappresentano un nuovo ed inedito rischio di categorizzazione, al quale ogni giorno assistiamo nelle icone di normalità, che la pubblicità veicola per sostenere una cultura dell' insoddisfazione del bisogno e di riempimento attraverso il consumo. Corpi forgiati in forme e misure standardizzati, corpi fissati in una età ideale che non conosce lo scorrere del tempo, corpi sensuali che ascrivono il piacere a poche remote possibilità, spesso accessibili attraverso protesi chimiche e chirurgiche, corpi animati dalla cultura dell' immagine e del riempimento bulimico. Non neghiamo dunque la difficoltà di adattarsi alla vita, il dolore che nasce dal non poter essere conformi all' ideale posto, le infinite forme espressive comportamentali, umorali ed ideative che cercano la scorciatoia iperegoica per poter sopravvivere. Sono i dolori e i mali del nostro tempo, che la psichiatria semplifica attraverso le etichette, disconoscendone la matrice culturale e immaginando corpi interrotti."..........


 Sulla MEDITAZIONE E TRASCENDENZA
Riflessioni

Questo breve testo vuole essere uno strumento di riflessione e di stimolo alla crescita e maturazione dei programmi ecologico sociali. Riteniamo che l'egocentrismo meccanico sia il nodo critico del disagio spirituale del nostro tempo. Anche nel dolore e nella sofferenza mentale ed esistenziale vi è la cifra dell'egocentrismo, esprimendo se stesso attraverso la sua insaziabile fame di potere che intende esercitare sul prossimo, incatenato nel suo delirio di onnipotenza. Colui che si suicida soffre, ma lascia un dolore profondo in chi resta, triste segno della definizione della relazione che non riesce a cogliere l'elemento liberante della trascendenza. L'anoressica gioca con il cibo fino all'annullamento di se, per fare trionfare la potenza del proprio Io. Lo psicotico costruisce mondi impenetrabili dai quali esercita il suo potere inutile. Il depresso segna i toni della vita con i colori tristi di un grigio crepuscolo infinito, esercitando un potere che annichilisce. Chi sembra subire il dolore di questi poteri devastanti si chiude nell'egocentrismo della vittima, a sua vota prigioniera della sua incapacità ad aprirsi all'altro.

Meditazione e Trascendenza più che una caratteristica, costituiscono la condizione stessa dell' Ecologia Sociale Antropospirituale. Superare l'attuale condizione idolatrica dell'Io derivata dalla "morte di Dio", rappresenta il punto fondamentale per affrontare il dilagante disagio esistenziale. La mancanza di un universo di senso getta l'umanità nel vuoto esistenziale e nella follia del deliro di onnipotenza. Il solo riferimento al lume della ragione non è sufficiente all'inesauribile ricerca di senso di fronte al mistero ed al sacro, che rimangono nell'oscurità più assoluta, generando angoscia quando non si hanno più punti di riferimento. L'Io ipertrofico e presuntuoso ha smesso di cercare l'anima nel mondo, l'anima alla quale appartiene e, accecato, percorre strade di sventura personali e collettive, che gli attuali disturbi del comportamento e le condizioni psicopatologiche mettono sempre più in evidenza.

Meditare e trascendere significa destituire l'Io dalla sua autocrazia, lasciandosi trasportare in una dimensione di appartenenza cosmica, a partire dalle relazioni significative che ciascuno incontra nella vita quotidiana. Le difficoltà possono rappresentare un fertile stimolo al cambiamento; il successo può rappresentare un ostacolo alla crescita e alla maturazione e pertanto una disgrazia esistenziale.

L'Huai Nan-tzu narra una storia a questo proposito: Il cavallo di un povero fattore corse via nella terra dei barbari. I suoi vicini espressero il loro rammarico al fattore, ma suo padre disse: "Come fai a sapere che invece non è una fortuna?". Dopo qualche mese il cavallo ritornò in compagnia di un cavallo selvaggio di razza eccellente. I vicini si congratularono, ma suo padre disse: "Come fai a sapere che non è una sfortuna?". I due cavalli vennero fatti riprodurre, e la famiglia divenne ricca allevando cavalli di razza. Il figlio del fattore passava gran parte del suo tempo a cavallo; un giorno cadde e si ruppe l'osso dell'anca. I vicini espressero il loro cordoglio, ma suo padre disse: "Come fai a sapere che non è una fortuna?". Un altro anno passò, e i barbari invasero la frontiera. Tutti i giovani maschi fisicamente abili furono chiamati alle armi, e i nove decimi di essi morirono nella guerra. Ecco come la fortuna può essere sfortuna e viceversa. Chi può dire come gli eventi muteranno?






ψ vanna cerrato   psicologa psicoterapeuta  P.IVA / CF: 03509390286

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